Archivio mensile:dicembre 2014

“Lo sciacallo – nightcrawler”, finalmente un noir degno di nota

Apprezzato alla IX edizione del festival del cinema di Roma, “Lo sciacallo – Nightcrawler” è il sorprendente esordio alla regia dello sceneggiatore Dan Gilroy.

Lo sciacallo

La pellicola si basa su un punto fondamentale. Quello della fruibilità dei mezzi: da qualche anno, piattaforme come YouReporter consentono a tutti di improvvisarsi cronisti d’assalto. L’accessibilità del mezzo, la possibilità di istantanea diffusione del prodotto, fanno sì che anche i principali network di informazioni abbiano preso ad attingere a fonti amatoriali che con la tecnologia presente oggi, anche un bambino potrebbe girare un film con una qualità elevatissima.
La trama è di facile comprensione e ben delineata durante tutto il corso del film: Lou non riesce a trovare lavoro. Un giorno assiste per caso a un incidente stradale e ha un’illuminazione: si procura una videocamera e da quel momento passa le notti correndo sui luoghi delle emergenze, per riprendere le scene più cruente e vendere il materiale ai network televisivi. La sua scalata al successo lo rende sempre più spietato finchè, pur di mettere a segno uno scoop sensazionale, arriva a interferire pericolosamente con l’arresto di due assassini.
L’intera pellicola si regge sulla memorabile performance di un Jake Gyllenhaal (la caratterizzazione di questo personaggio deviato e isolato è prossima, per intensità, a quella di De Niro in “Taxi Driver”) dimagrito dieci chili e mai così scatenato ed intenso come nei panni del protagonista: un disoccupato mosso da indomita ambizione.
Se la fine dell’american dream è stata rappresentata su pellicola più e più volte nel corso degli anni, e se anche la forte critica allo sfruttamento dei media può risultare già sentita nella sua notevole efficacia, allora è proprio nel suo personaggio principale che tutta la strutturazione di Nightcrawler risulta potente e fresca. Lo straordinario Jake Gyllenhaal costruisce un inquietante ritratto di una persona disorientata, rifiutata, che trova nell’illegalità la sua sopravvivenza; in Internet la sua istruzione, e nel cinismo più totale la sua ragione di vita.
La modifica italiana del titolo per una volta appare una licenza felice: Lou è sciacallo in quanto si avventa sulle vittime della violenza altrui per cibarsene a proprio uso e consumo.
“Lo sciacallo” stupisce perché esente dai principali limiti delle pellicole dirette da autori che nascono come sceneggiatori. Di solito in esse alla cura del plot e dei dialoghi non corrisponde eguale brillantezza nella messa in scena. La pellicola si distingue invece per il vivido impianto scenico, in cui una fotografia dai colori saturi accompagna efficacemente il ritmo trafelato della narrazione.
La punta dell’iceberg del film è in realtà lo spunto per riflessioni enormi, gigantesche, sul giornalismo, sulla superficialità, sull’etica sociale andata al macero da (pre)concetti ormai intrinseco nei comportamenti di ogni essere umano e, di conseguenza, nel “sistema”.
Mai banale, mai scontato ma soprattutto mai ridondante, “Nightcrawler – Lo sciacallo” è un film potente che trova le sue certezze nel suo protagonista e in un apparato tecnico-­scenico tanto sobrio quanto completo.
Cosa dire di più? Ad oggi questo film è una ventata di novità in un sistema cinematografico ormai deteriorato da remake e reboot. Jake Gyllenhaal merita assolutamente una candidatura agli Oscar.

FABIO BUCCOLINI

La versione integrale di “nymphomaniac” in Italia a marzo

Dopo le proiezioni ai Festival di Berlino e di di Venezia, le director’s cut dei due volumi di Nymphomaniac saranno a breve visibili anche in Italia.

nymphomaniac

Il controverso film diretto da Lars Von Trier sarà dunque presto visibile dal pubblico nella sua interezza: la versione senza tagli e censure di entrambi i capitoli sarà disponibile in Home Video grazie a CG Entertainment dal 24 marzo 2015.
Ecco cosa ha detto al riguardo la CG: “Finalmente c’è una data per l’uscita in DVD e Blu-Ray per Nymphomaniac versione UNCUT, la versione integrale e senza tagli del film esattamente come l’ha voluta il danese Lars Von Trier. Nymphomaniac Director’s Cut uscirà in un box 2 dvd ed in Blu-Ray il 24 Marzo prossimo per CG Entertainment in due edizioni speciali e curatissime di cui vi daremo i dettagli a breve”.
Pe chi non potese aspettare, può avere un assaggio nella pellicola nella sua versione thatrical che già è disponibile in vendita e in noleggio.
Una curiosità: la Danimarca è l’unica nazione in cui la director’s cut dei due capitoli è stata mostrata nei cinema.
Cos’altro dire? Finalmente delle ottime notizie per i fan del grande regista danese!

FABIO BUCCOLINI

“L’amore bugiardo – Gone girl”: il capolavoro di David Fincher

Dopo il grande apprezzamento negli Stati Uniti e i molti rinvii nella distribuzione italiana, finalmente è arrivato anche da noi l’ultima opera del regista di “Fight club”.

L'amore bugiardo

Dal best seller omonimo di Gillian Flynn, anche autrice della sceneggiatura, David Fincher, continua il suo particolare percorso nella mente e nelle macchinazioni dei media, capaci di articolare storie non curandosi dei danni che possono provocare alle persone.
Il thriller vede protagonista Nick Dunne, un uomo che decide di tornare nella sua città natale per aprire un bar. Poco dopo, nel giorno del quinto anniversario del loro matrimonio, sua moglie scompare misteriosamente e Nick diventa il sospettato numero uno della sua sparizione.
“L’amore bugiardo – Gone Girl” è almeno due film mescolati alla perfezione. E’ in intreccio ben oliato di direzioni: lui, lei, i suoceri e i mezzi di comunicazione.
Il regista orchestra una spettacolare danza macabra, avvolta in una bianca nuvola di zucchero. Ci mostra un’ improbabile caccia all’uomo unita ad una veglia notturna in onore della povera scomparsa. Gioca con lo spettatore e non gli rende la comprensione facile: mostra dettagli improbabili, come un selfie inopportuno (una denuncia sociale aperta e accattivante) e un paio di slip rossi, il tutto per un fine ben preciso; sconvolgere chi guarda fino ad un inaspettato e impensabile finale dove tutto si rimescola e rende la verità di difficile accettazione. Il salto continuo tra piani temporali permette a Fincher di mostrarceli le varie fasi della loro storia insieme, rimuovendo di volta in volta l’inutile fino ad arrivare alla pura essenza dell’anima dei personaggi e delle loro storie.
Il film ha un grande pregio…quello di riuscire a far recitare bene anche l’inespressivo Ben Affleck. L’attore è per una volta perfetto nel ruolo del bamboccio americano che si ritrova in una situazione più grande di lui. La sua attitudine rilassata e passiva lo rende un anti-eroe atipico e eccezionalmente perfetto per il ruolo. Al suo fianco troviamo la fredda bellezza di Rosamund Pike, femme fatale che non starebbe assolutamente male in un film di Hitchcock e che qui ha la possibilità di giocare con un’ampia gamma di emozioni che gli consentono di elevare il suo personaggio al di sopra delle aspettative. Quindi: grazie alla prova attoriale di due star in stato di grazia, “L’amore bugiardo” riesce nel miracolo di raccontare il nostro presente, attraverso gli ingranaggi di un thriller che ci inganna, che cambia tono e pelle, al pari di un serpente.
In conclusione posso dire che il film ci conduce in un thriller teso che è anche “gioco” di specchi deformanti dove tutto è vero ma anche il suo contrario. Dove un ‘espressione è un sorriso oppure l’attimo prima di una pugnalata al cuore.
Dopo “The Social Network” e la sua versione di “Uomini che odiano le donne”, David Fincher firma un altro grande, grande film che sicuramente rispecchia uno dei apici più alti della sua intera filmografia.
Vi lascio con questi interrogativi. Conosciamo davvero chi ci sta accanto? Che cos’è la verità? Ne esiste una sola oppure può essere plasmata?
Riflettete e guardatevi da chi vi sta vicino…

FABIO BUCCOLINI

“IT” il clown creato da Stephen King torna sul grande schermo

Il pagliaccio più terrificante di sempre è tornato. La produzione inizierà questa estate, con la regia di Cary Fukunaga. La notizia è stata confermata dal produttore Dan Lin.

Pennywise

“L’idea è di avviare la preparazione ufficiale – spiega Dan lin – nel mese di marzo per arrivare pronti all’estate. A Cary piace sviluppare le cose in maniera lenta e siamo stati con lui per circa tre o quattro anni, quindi siamo super eccitati che è rimasto con noi per tutto il progetto”.
In precedenza, l’epico romanzo di Stephen King, era stato adattato per una miniserie ABC negli anni ’90. Dan Lin ritiene che non vi sia storia nella passata pellicola che rispecchi minimamente il libro. La speranza è quella di dividere il film nuovamente in due parti: “Il libro – dice il produttore – è talmente epico che non abbiamo potuto dire tutto in un film e analizzare i personaggi con sufficiente profondità”.
La sperata suddivisione della pellicola non dovrebbe essere molto distante da quella già raccontata in precedenza dalla vecchia pellicola; la prima metà di IT sarà una storia di formazione di un gruppo di bambini che sono tormentati dall’entità del clown. Il secondo film si sposta in avanti nel tempo, con questi stessi personaggi ormai anziani e nuovamente riuniti per continuare la loro lotta contro “IT”.
In questo momento, Cary Fukunaga ha confermato solo il primo film e già si sono poste le basi per degli accordi sulla sua presenza anche per la seconda pellicola.
Sempre dalle dichiarazioni del produttore Dan Lin possiamo notare che anche l’autore del romanzo è entusiasta di questa nuova trasposizione: “la cosa più importante è che Stephen King ci ha dato la sua benedizione. Abbiamo voluto fare questo non appena egli si sentiva che era la strada giusta da percorrere, e quando gli abbiamo mandato il copione, la risposta che Cary ha ricevuto è stata, ‘Stupendo, proprio quello che mi aspettavo’. Così è stato davvero gratificante.
In attesa di nuove informazioni…Lo volete un palloncino???

FABIO BUCCOLINI

I film dimenticati. “Assassini nati (Natural born killers)” un capolavoro di denuncia

Nel 1994 questa pellicola, magistralmente diretta dal visionario Oliver Stone, fu presentata al Festival di Venezia e destò non poche critiche per l’estrema violenza mostrata.

Assassini nati

Oliver Stone pagò la sceneggiatura 400 mila dollari. Poi, dalle leggende che circolano, la buttò via e la riscrisse totalmente da capo, concentrandosi per lo più sulla passione che unisce i due assassini e sulle manipolazioni mentali subite dai media.

La sceneggiatura originale era scritta niente popò di meno che da il grande Quentin Tarantino, che già aveva sceneggiato “Una vita al massimo” e si prestava a realizzare il capolavoro indiscusso degli anni 90: “Pulp fiction”.

Tarantino si infuriò con Stone (la leggenda dice che arrivarono anche alle mani) e fece togliere il suo nome dagli accrediti e tutt’oggi ancora sostiene di non aver mai finito di vedere il film.

Questa è la trama della pellicola: Allucinata scorribanda di Mickey e Mallory, giovane coppia criminale, che per tre settimane attraversano in auto il Southwest, seminando 52 cadaveri, mentre la copertura dei mass-media li trasforma in effimeri eroi popolari.

Quando Assassini nati usci nel 1994 si scatenò l’inferno. Cera chi lo detestava e chi lo idolatrava e anche la critica non sapeva bene come porgersi di fronte ad una pellicola così “perversa” e particolare che non voleva fare altro che mettere in ridicolo e mostrare all’intera popolazione la perversità dei mass-media e della televisione.

Un appunto al regista bisogna farlo. Il “sense of humor”, non è tra i suoi grandi talenti, ha la mano un po’ pesante (nelle due ore di durata la violenza abbonda in ogni dove) e che, certo, nel film si “ride” ma se quella sceneggiatura l’avrebbe diretta Tarantino, la pellicola avrebbe preso tutta un’altra piega.

A parte questo, Assassini nati ancora oggi ha il suo perché: 114 minuti a rotta di collo nella mente di due giovani violentati dalla vita.

Qui tutto è portato al limite, fino all’eccesso: i tramonti e il sangue hanno il rosso acceso del technicolor, la vita di Mallory messa in scena come una scadente sit-com americana. Il tutto condito grazie ad un montaggio rapidissimo che mescola animazione, spezzoni di documentari stile national geographic, flash del passato e spezzoni di vecchi film.

In tutto questo miscuglio di generi, solo una cosa rimane costante: l’amore di Mickey e Mallory. In fondo questo film lo possiamo classificare come un film sulla passione, sull’amore: una storia romantica.

Mickey e Mallory continuano a vagare e ad uccidere per tutta la durata della pellicola ma nonostante la violenza, la lontananza o qualsiasi altra cosa gli succeda, il loro amore e la loro passione rimane constante, come un giuramento di sangue che non si scioglierà mai.

Stone usò circa 18 modi diversi di filmare. Passo dalla 35 mm al super8 alle videocassette, tutti frullati insieme con grande energia aiutati anche da una colonna sonora eccezionale.

Che dire del cast? In due parole, è perfetto!

Woody Harrelson freddo e con gli occhi di ghiaccio è perfetto…sembra quasi un vero e proprio psicopatico; Juliette Lewis sembra l’anarchia fatta persona; Tommy Lee Jones un malandato cattivo doc; Robert Downey Jr. un anchorman con la sete di successo che aggancia la coppia di killer e li segue fino alla fine pur di fare lo scoop della sua vita.

In conclusione: Assassini nati vive di contraddizioni. E’ surreale nella messa in scena ma ironico nella descrizione dei fantasmi che percorrono la nostra epoca televisiva. Una tempesta di immagini si abbatte sullo spettatore e Oliver Stone le pesca nel sogno del cinema, della televisione e nella realtà informatica. Difficile sapere se sia maggiore lo sgomento dello spettatore o la rabbia affascinata dell’autore.

Tanto rumore per nulla si potrebbe dire…ma anche un tentativo di grande coraggio per evolversi e non ripercorrere sempre il già noto.

 

FABIO BUCCOLINI

Svelati i nomi degli “odiosi otto” del regista cult Quentin Tarantino

The hateful eight
Finalmente sono usciti i nomi di chi saranno gli Hateful Eight del prossimo film di Quentin Tarantino dal titolo omonimo. Eccoli qua:
• Samuel L. Jackson – Major Marquis Warren
• Kurt Russell – John The Hangman Ruth
• Jennifer Jason Leigh – Daisy Domergue
• Walton Goggins – Chris Mannix
• Demian Bichir – Bob
• Tim Roth – Oswaldo Mobray
• Michael Madsen – Joe Gage
• Bruce Dern – General Sanford Smithers

Le notizie non sono finite, infatti sembra (quasi) certa la presenza di Channing Tatum (Magic Mike) che avrà un ruolo non ancora specificato nella pellicola.
Per quanto riguarda la trama, eccola per voi (inutile dirvi che è piena zeppa di SPOILER, essenzialmente c’è mezzo film, quindi tenetevi alla larga se preferite la sorpresa): Sei, otto o dodici anni dopo la Guerra Civile, una diligenza sfreccia attraverso l’inverno del Wyoming. I passeggeri, il cacciatore di taglie John Ruth e la sua fuggitiva Daisy Domergue, corrono verso la città di Red Rock dove Ruth – conosciuto come Il Boia – consegnerà la Domergue alla giustizia. Per strada incontrano due stranieri: Major Marquis Warren, un soldato divenuto a sua volta cacciatore di taglie e Chris Mannix, un rinnegato del sud che sostiene di essere il nuovo sceriffo cittadino. Perduti nella tempesta di neve, Ruth, Domergue, Warren e Mannix cercano rifugio da Minnie’s Haberdashery, un punto di sosta per diligenze su un passo di montagna. Quando arrivano da Minnie’s, però, non vengono accolti dal proprietario ma da quattro facce mai viste. Bob, che si occupa del punto di sosta per conto di Minnie che è dalla madre, è rintanato con Oswaldo Mobray, il boia di Red Rock, il cowboy Joe Gage e il generale confederato Sanford Smithers. Mentre la tempesta di neve continua a infuriare sul punto di sosta, i nostri otto viaggiatori scoprono che potrebbero non arrivare mai a Red Rock.
“The Hateful Eight” sarà girato in 70 mm e arriverà nei cinema americani (forse) nell’autunno 2015 ma, sembra, non prima degli inizi del 2016 in Italia.

FABIO BUCCOLINI

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