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Nymphomanic vol.2. Il ritorno nell’universo di Lars Von Trier

Dopo una prima parte che ha destato molto scalpore, Nymphomaniac torna al cinema con la sua seconda ed ultima parte, dove a scandalizzare non è proprio la parte pornografica, ma il bisogno di una donna di essere ascoltata.

Nymphomaniac vol.2

Seconda parte della storia di Joe, legata sugli aspetti più oscuri della sua vita adulta, e sui motivi che l’hanno portata sotto le cure del suo “salvatore” Seligman.
Il film riparte precisamente dove si era interrotto con il vol. 1. Joe è cresciuta, non trova più soddisfazione, ma non molla. Continua la sua battaglia con la “malattia” fino ad un finale epico e inaspettato.
Cosa dire? Dopo la visione di entrambi i capitoli con una percezione piena dell’intera opera posso dire solo una cosa: vero e proprio capolavoro!!!
Lars Von Trier chiude la sua personale trilogia della depressione (iniziata con Antichrist e proseguita con Melancholia) con la sua opera migliore.
Affina il suo stile registico, non lascia niente al caso e racconta una storia scomoda ma che non puoi fare a meno di amare. Ti immedesimi a tal punto che tutto il resto non esiste, vuoi solo vedere fino a che punto si sporgerà Joe per far fronte alla sua sessualità.
Questo secondo volume è molto più cupo e psicologicamente più complesso del primo. Nella prima parte, il sesso padroneggiava mentre in questa, la protagonista diventa più cupa e ingorda. Va alla ricerca di qualcosa che la soddisfi in maniera definitiva, prova di tutto ma non riesce a vedere la strada alla fine del tunnel. Resta sola, alla ricerca di qualcosa che non arriverà mai.
Tra sadismo, filosofia e religione riparte il percorso di Joe che possiamo definire come alla ricerca della sua anima.
Alla fine della visione, non rimane la vista dei nudi che, come si può prevedere, abbondano. Ma si pensa solo ed esclusivamente alla “povera” protagonista.
Lars Von Trier fa un lavoro psicologico non indifferente e riesce a soddisfare a pieno i desideri dello spettatore. Ammettiamolo, quando andiamo al cinema noi ci aspettiamo sempre qualcosa da ciò che vediamo, come se fosse una dipendenza, qualcosa di cui abbiamo bisogno in quel preciso momento.
Von Trier ci accontenta, riaccende tutte le nostre libido e ci offre una pellicola senza peli sulla lingua che vuole solo far felice lo spettatore.
Un capolavoro indiscusso che sicuramente non riceverà la gloria che dovrebbe avere.
Nell’attesa di visionare la versione integrale che forse verrà presentata al Festival di Venezia.
Farà riflettere. Da vedere, rivedere e rivedere ancora per apprezzarne la pienezza.
Questo è Lars Von Trier.

 

FABIO BUCCOLINI

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“Nymphomaniac vol.1”, benvenuti nel mondo di Lars Von Trier

La prima parte della discussa opera sulla sessualità di uno dei registi più “controversi” degli ultimi anni è arrivata anche in Italia ed è un capolavoro visivo indiscutibile….uno degli apici più alti del regista danese.
Nymphomaniac poster

Quando si parla di Lars Von Trier non possiamo assolutamente aspettarci qualcosa di normale. Tutto quello che fa, pensa e gira, è un inno allo scandalo. Possiamo ricordare la sua apparizione al Festival di Cannes due anni fa che a causa di dichiarazioni antisemite è stato letteralmente cacciato dal festival e nonostante tutto il suo film Melancholia è stato premiato.
In Italia Nyphomaniac è arrivato con il divieto ai minori di anni 14. Nonostante sia stato reputato dalla censura non troppo scandaloso da precluderlo agli adolescenti, io non ne consiglio la visione ai minorenni. Sia ben chiaro non per le scene di sesso esplicite, in rete si trova anche di peggio, ma perché alle menti più sensibili ed impressionabili può essere interpretato con un inno al libertismo. Cosa più sbagliata non esiste, non è un opera che parla di libertà sessuale anzi il contrario. E’ una storia che parla di amore e di riscatto, il tutto ben condito con quantità abbondante di erotismo esplicito.
Trier on questo Nymphomaniac conclude la sua personale trilogia della depressione. Dopo l’horror di Antichrist, e la fantascienza di Melancholia adesso arriva la sessualità esplicità con Nymphomaniac, storia di una ninfomane che si racconta ad uno sconosciuto dividendo la sua vita in otto capitoli.
Non posso dare un giudizio finale vero e proprio a questa pellicola datosi che la sua seconda parte uscira il 24 aprile al cinema.
Questa prima parte è un tripudio di immagini e suoni. Il regista gira con vari modi stilistici: dallo stile del suo tanto amato dogma 95 con macchina a spalla fino a immagini al rallentatore che fanno sembrare il tutto un videoclip musicale.
Sicuramente la maggior parte degli spettatori che andranno in sala a vedere questo film si aspettano il classico film porno…niente di più errato. Dopo un fantastico prologo con sottofondo la musica dei Ramstein, a tutto si pensa tranne che all’erotismo esplicito che il regista ci mette in primo piano senza farsi tanti problemi.
La cosa fantastica è che pur parlando di sessualità, durante il corso delle 2 ore, ti immergi talmente tanto nella storia che nonostante ci vengano mostrati organi genitali a destra e a manca, la pornografia passa in secondo piano perché ben giustificata all’interno delle situazioni mostrate.
Si parla di filosofia e musica. Il regista racconta di una donna distrutta da questa ossessione che pur provando a migliorare la sua vita non riesce a scrollarsi di dosso tutto quello che ha vissuto. Gli pesa come un macigno e invece di migliorare peggiora, diventando sempre più dipendente. Si sforza di provare qualcosa ma alla fine è solo un’esigenza mentale e fisica niente di più. E’ la biografia di una donna alla ricerca di una felicità che non arriva mai.
Von Trier paragona la sua voglia di sesso con Bach, accostandola alla sequenza di Fibonacci e intrecciando tutto che della sana filosofia di vita.
In sintesi: se andate al cinema aspettando di vedere solo un film porno evitate, mentre se volete vedere un bellissimo film che parla di vita, morte, amicizia e redenzione uscirete dalla sala soddisfatti.
Ovviamente in Italia è arrivata la versione censurata di 4 ore. Per vedere la versione integrale di oltre 5 ore e 30 minuti molto probabilmente si dovrà aspettare l’uscita in home video.
Dividerà pubblico e critica…d’altronde questo è Lars Von Trier…o lo si ama o lo si odia!!!

FABIO BUCCOLINI

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