Archivio mensile:maggio 2015

“Mad Max – Fury road” un capolavoro di polvere, sangue e rock’n’roll

Un nuovo volto, un nuovo inizio, una nuova destinazione. Se di reboot dobbiamo parlare, e se Mad Max: Fury Road lo è, allora lo è in una delle maniere più sensate viste finora al cinema. Con una consapevolezza che ha quasi dell’incredibile George Miller ha preso l’icona che ha creato alla fine degli anni Settanta e lo ha trasportato intatto nel cinema di oggi, incastrandolo perfettamente nel presente e potenziandolo senza snaturarlo.
Mad Max Fury Road

Il post-apocalittico è perfettamente appropriato per il mondo di oggi e Miller lo sa. E’ anche consapevole che alla radicalità essenziale dei primi due film della serie di Mad Max andava aggiunta la grandiosità spettacolare del cinema contemporaneo, spingendo senza paura sull’acceleratore.
Fury road racconta una storia apocalittica ambientata ai confini più remoti del nostro pianeta, in un paesaggio desertico e desolato dove l’umanità è distrutta, e tutti lottano furiosamente per sopravvivere. In questo mondo ci sono due ribelli in fuga, gli unici che possono ristabilire l’ordine. C’è Max, un uomo d’azione e di poche parole, che cerca pace dopo la perdita della moglie e del figlio all’indomani dello scoppio della guerra. E Furiosa, una donna d’azione che crede di poter sopravvivere solo se completerà il suo viaggio a ritroso attraverso il deserto, verso i luoghi della sua infanzia. Max crede che il modo migliore per sopravvivere sia muoversi da solo, ma si ritrova coinvolto con il gruppo in fuga attraverso la Terre Desolata su un blindato da combattimento, guidato dall’imperatrice Furiosa. Il gruppo è sfuggito alla tirannide di Immortal Joe, cui è stato sottratto qualcosa di insostituibile. Furibondo, l’uomo ha sguinzagliato tutti i suoi uomini sulle tracce dei ribelli e così ha inizio una guerra spietata.
Il nuovo Max di Tom Hardy è più ruvido e tormentato di quello di Gibson, è più massiccio e letale. I colori sono saturi, che si tratti dell’arancione del deserto o del blu della notte;i veicoli più elaborati e più veloci; i personaggi più estremi nei costumi, nell’iconografia, nella bellezza o nella deformità patologica perfino in senso puramente fisico.
Le due ore di Fury Road sono una corsa frenetica ed esplosiva che lascia senza respiro, che assalta i sensi e regala uno stupore come da tempo il cinema d’azione non faceva. Miller ridefinisce gli standard del genere, sposta in avanti i confini di un’industria che, presa dal vortice di benzina, sabbia e adrenalina, si trova costretta ad accettare un’estetica ardita e un messaggio sovversivo.
Ruvido e selvaggio, ha poco tempo per i sentimentalismi e lascia dietro chi deve lasciarsi dietro senza perdere tempo a versare lacrime.
Miller ci offre l’ipotesi di una società poco violenta e dispotica dove le donne sono depositarie di valori positivi e del potere della creazione. Se l’universo in cui è calato questo nuovo “Mad Max” è fortemente caratterizzato da un’estetica cyber anni ottanta, Miller sa infondere al tutto un’adrenalina e un’energia tali da far mangiare la polvere a tutti i campioni d’incasso recenti.
Il regista ricompie il miracolo di “Interceptor – Il guerriero della strada”, quello di un neorealismo action con effetti più pirotecnici che digitali. L’inseguimento finale con i feroci attaccati alle pertiche è stupefacente.
“Mad Max Fury Road” è l’anti-videogame per eccellenza.
Correte al cinema, vi aspettano i 120 minuti più adrenalinici degli ultimi 20/30 anni!!!
Piccola chicca: che Miller abbia in programma di proseguire la serie non è una sorpresa: il regista parla almeno di altri due capitoli.
Il primo ha già un nome e una sceneggiatura, “Mad Max – The Wasteland”.

FABIO BUCCOLINI

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“American horror story: Hotel”, anticipazioni e presunto cast

Nonostante la produzione sia blindata e nessuno dei produttori abbia mai rilasciato notizie ufficiali su “Hotel”, i fan si sono operati, hanno indagato e qualcosa è venuto fuori. Sia ben chiaro, non si sa se quello che è uscito in circolazione sia finzione o verità, ma nel corso degli anni ho imparato che il confine tra le due cose è veramente sottile.
Hotel

L’inizio della nuova serie è stato fissato per Ottobre 2015, ma per notizie certe bisognerà aspettare il Comic-con di San Diego perché Ryan Murphy si rifiuta di rilasciare delle anticipazioni su quella che potrebbe essere la trama di questa quinta stagione, che vedrà come protagonista Lady Gaga e l’assenza di Jessica Lange.
Le notizie sicure e confermate su quella che sarà questa quinta stagione sono davvero poche: la più sconvolgente è che Jessica Lange ha abbandonato la serie (ma la rivedremo nell’episodio pilota e forse nel finale di stagione) facendo posto a Lady Gaga a cui toccherà fare i conti con lo spettro di un vero e proprio mostro sacro del cinema.
L’altra notizia è che, bene o male, il resto del cast delle passate stagioni è stato quasi tutto conermato e ci sono delle new entry più tosto importanti. Ecco a voi i presunti protagonisti di “Hotel”: Matt Bomer, Cheyenne Jackson, Chloe Sevigny,Wes Bentley, Finn Wittrock, Evan Peters, Sarah Paulson, Kathy Bates, Michelle Pfeiffer, Lily Rabe, Alexander Skarsgard, Angela Basset, Denis O’Hare, Lady Gaga, Tammy Blanchard, Frances Conroy, Grace Gummer, Donald Sutherland, Steven Weber, Michael Chiklis e Christine Estabrook.
Detto questo il resto delle notizie sono solo rumors. Tra queste, la teoria che maggiormente si sta facendo strada su internet, è che Ryan Murphy, per la creazione di “Hotel” si sarebbe ispirato alla canzone degli Eagles, “Hotel California”, intorno alla quale aleggerebbe una vecchia storia: un gruppo di evangelici avrebbe sostenuto che la canzone parlasse di Anton LaVey, che secondo alcuni avrebbe acquistato un vecchio Hotel per trasformarlo in un tempio di Satana.
Comunque, come già vi avevo anticipato, sono solo rumors anche se particolarmente interessanti e credibili ma il silenzio stampa dei produttori continua senza sosta.
In pratica, per saperne di più su “American horror story: Hotel” bisogna solo ed esclusivamente pazientare.

FABIO BUCCOLINI

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