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“The pale emperor”, il ritorno di Marilyn Manson…e che ritorno!!!

Lo so, in questo blog si dovrebbe parlare di cinema, ma, dopo aver ascoltato l’ultimo album di Manson, sono rimasto talmente stupito che mi sembrava obbligatorio scrivere qualcosa.
Marylin Manson

Inutile fare troppi giri di parole, qui una cosa bisogna dirla e senza perdere tempo: questo disco è un capolavoro
Inchinatevi di fronte al Reverendo perché questo è un grandissimo ritorno. A tre anni di distanza dall’ultimo album, pubblica il The pale emperor e lascia tutti a bocca aperta.
Un lavoro di qualità, composto da brani profondi, convincenti, cupi come Marylin ci aveva abituato. Nessun riempitivo, nessuna minestra riscaldata. Il disco scorre via che è un piacere. Si entra in un’atmosfera fatta di alt metal, blues rock, gothic rock.
Erano anni che i fan di Marilyn Manson attendevano un prodotto così, e finalmente il gruppo di Brian Warner li accontenta pubblicando un nuovo album all’altezza dei più grandi, e finalmente si ascoltano quei suoni e quello stile che negli anni novanta lo portarono alla gloria.
Diciamoci la verità, dopo anni di delusioni, ci voleva proprio. Nel 2012 Born villain aveva fatto ben sperare. Tre anni dopo con The pale emperor è arrivata la conferma di un percorso artistico in lenta risalita che finalmente è arrivato in cima.
Non ci sono stravolgimenti, ma il rinnovamento è palese e visibile anche nei testi. Questi ultimi possono rappresentare una novità. Manson è cresciuto, ha raggiunto una nuova maturità; come ha affermato lui stesso beve meno e conduce una vita più sana, e a 46 anni scrive parole forse meno provocatorie, ma più profonde e, per quanto possibile, ancora più malinconiche. In questo ambito si è avvalso della preziosa collaborazione di Tyler Bates, celebre compositore di colonne sonore per televisione e cinema, il cui contributo risulta notevole. Così Manson ha commentato la collaborazione con Bates: “Normalmente è una tortura per chiunque lavori con me convincermi a entrare in studio a registrare le voci alle 3 del pomeriggio. Ma nel fare questo album mi svegliavo presto la mattina, andavo a correre, e non per fuggire dalla polizia o dalle donne, ma semplicemente per fare dell’esercizio fisico e normalmente andavo a cantare quando il sole tramontava. Tyler sedeva di fronte a me con la sua chitarra e il suo amplificatore. Non decidevamo prima cosa incidere o scrivere. Io dicevo: “Suona e basta e passami il microfono”. Poi mettevamo a posto le idee dopo ma nella maggior parte dei casi la chitarra e la voce sono rimaste quelle originali, della prima take”.
Di solito, quando si scrive di cantanti o gruppi con alle spalle una carriera ventennale, si tende a pensare che il meglio sia già stato ascoltato, che le meraviglie degli esordi non torneranno più.
The pale emperor è al contrario uno dei migliori album registrati dal Reverendo, un lavoro in grado di rivaleggiare con Antichrist superstar e Mechanical animals. Un risultato del genere stupisce ancor di più se si pensa agli ultimi anni e alle molte delusioni che i fan hanno dovuto digerire.

FABIO BUCCOLINI

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