Archivi Blog

“American horror story: Hotel”, anticipazioni e presunto cast

Nonostante la produzione sia blindata e nessuno dei produttori abbia mai rilasciato notizie ufficiali su “Hotel”, i fan si sono operati, hanno indagato e qualcosa è venuto fuori. Sia ben chiaro, non si sa se quello che è uscito in circolazione sia finzione o verità, ma nel corso degli anni ho imparato che il confine tra le due cose è veramente sottile.
Hotel

L’inizio della nuova serie è stato fissato per Ottobre 2015, ma per notizie certe bisognerà aspettare il Comic-con di San Diego perché Ryan Murphy si rifiuta di rilasciare delle anticipazioni su quella che potrebbe essere la trama di questa quinta stagione, che vedrà come protagonista Lady Gaga e l’assenza di Jessica Lange.
Le notizie sicure e confermate su quella che sarà questa quinta stagione sono davvero poche: la più sconvolgente è che Jessica Lange ha abbandonato la serie (ma la rivedremo nell’episodio pilota e forse nel finale di stagione) facendo posto a Lady Gaga a cui toccherà fare i conti con lo spettro di un vero e proprio mostro sacro del cinema.
L’altra notizia è che, bene o male, il resto del cast delle passate stagioni è stato quasi tutto conermato e ci sono delle new entry più tosto importanti. Ecco a voi i presunti protagonisti di “Hotel”: Matt Bomer, Cheyenne Jackson, Chloe Sevigny,Wes Bentley, Finn Wittrock, Evan Peters, Sarah Paulson, Kathy Bates, Michelle Pfeiffer, Lily Rabe, Alexander Skarsgard, Angela Basset, Denis O’Hare, Lady Gaga, Tammy Blanchard, Frances Conroy, Grace Gummer, Donald Sutherland, Steven Weber, Michael Chiklis e Christine Estabrook.
Detto questo il resto delle notizie sono solo rumors. Tra queste, la teoria che maggiormente si sta facendo strada su internet, è che Ryan Murphy, per la creazione di “Hotel” si sarebbe ispirato alla canzone degli Eagles, “Hotel California”, intorno alla quale aleggerebbe una vecchia storia: un gruppo di evangelici avrebbe sostenuto che la canzone parlasse di Anton LaVey, che secondo alcuni avrebbe acquistato un vecchio Hotel per trasformarlo in un tempio di Satana.
Comunque, come già vi avevo anticipato, sono solo rumors anche se particolarmente interessanti e credibili ma il silenzio stampa dei produttori continua senza sosta.
In pratica, per saperne di più su “American horror story: Hotel” bisogna solo ed esclusivamente pazientare.

FABIO BUCCOLINI

Annunci

“Hemlock Grove”, la serie prodotta da Eli Roth che strizza l’occhio a “Twin Peaks”

Più “Twin Peaks” o più “True Blood”? Hemlock Grove si muove in bilico tra queste due serie, oscillando un po’ da una parte, un po’ dall’altra. Nonostante tali riferimenti, si tratta di uno dei prodotti televisivi più originali degli ultimi tempi.

Hemlock Grove

La serie è tratta dall’omonimo romanzo del 2012 firmato da Brian McGreevy, che ha anche curato l’adattamento per il piccolo schermo. Il nome che fa più spicco è quello del produttore (non che regista di alcuni episodi tra cui il pilot), cioè Eli Roth. Quest’ultimo a qualcuno fa storcere il naso, mentre fa esaltare qualcun altro; grazie a film come “Cabin Fever” e “Hostel”, l’amichetto di Quentin Tarantino si è infatti guadagnato un seguito di culto. L’impronta di Eli Roth nella serie non è così forte ed è presente più che altro nell’episodio pilota, in cui l’atmosfera che si respira è più vicina a quella del suo folgorante esordio “Cabin Fever” che non a quella di “Hostel”. La trama, se raccontata, potrebbe risultare piatta e banale: un ragazzo nuovo in una città piena di segreti, una famiglia onnipresente eppure sfuggente, licei, bulli, amici, omicidi consumati nel bosco e preceduti da ululati emessi sotto la luna piena. Effettivamente banale lo è davvero, e le dinamiche familiari e i morbosi intrighi ricordano alla lontana quelli di una soap. A rendere oscuro e impenetrabile il tutto è una cappa di paranormale, che prevede cacciatori, licantropi, medium e sortilegi, maledizioni ed esperimenti di scienziati che giocano ad essere Dio. La serie è un carosello di stramberie; una di quelle in cui, spesso, ci sono episodi in cui comprendi poco o niente, ma che comunque ti ipnotizzano e ti spingono a vedere ancora e ancora. Mi è piaciuto, ma non so perché. E’ uno di quei prodotti che, se spiegati, perdono tutto il loro fascino. Dà sprazzi di verità, è delirante, eppure dietro a quel velo di stranezza è molto più semplice di quanto sembri. Riesce a tenerti, però, curioso e vigile per tutti gli episodi. Monitorare i comportamenti dei personaggi è un’esigenza. Sono ambigui, incomprensibili, fuori dagli schemi, bellissimi. Tutto quello che uno spettatore si aspetta. La serie è stata sparata tutta in un colpo solo dal servizio di streaming Netflix. 13 episodi tutti insieme, un’idea che butta all’aria l’intera concezione di serialità tradizionale, basata sulla classica puntata, massimo due, a settimana. Qualcosa del genere lo fa anche la serie stessa: “Hemlock Grove” in una botta sola propone al suo interno di tutto; è un giallo mystery con atmosfere alla “Twin Peaks”, “The Killing” e pure un po’ di “Pretty Little Liars”. Ci sono anche risvolti fantasy licantropeschi alla “Teen Wolf” e “The Vampire Diaries” ma anche “True Blood”; insomma trame da teen drama, qualche contorno soapposo e un pizzico di humour nero per alleggerire il tutto. Quindi, possiamo dire che la serie è un pasticcio? Ebbene si, un pasticcio…ma intrigante!!! Per la sua concenzione, la serie rimanda soprattutto a “Twin Peaks”. I personaggi sembano palesemente usciti da un’opera di David Lynch. Bill Skarsgård è Roman Godfrey, un po’ il bel tenebroso di Hemlock Grove, ancor più del licantropo gitano, ed è l’ereditiere superficiale e cazzaro più potente e in vista della cittadina. Sembra avere qualche potere soprannaturale e inoltre sia fisicamente che come personaggio mi ricorda Bobby Briggs di “Twin Peaks”. Inoltre ci sono anche la bionda teen di turno, Penelope Mitchell, che con quell bel faccino pure lei fa tanto David Lynch, e la giovanissima Freya Tingley, tipetta misteriosa che all’inizio non si capisce bene cosa c’entri con il resto e invece c’entra parecchio. Ma il personaggio migliore dell’intera serie e che più di tutti incarna l’ideale personaggio alla Lynch è la sorella di Roman Godfrey. Una specie di Frankenstein al femminile che è interpretata da Nicole Boivin. Nel corso dei 13 episodi della prima stagione succede di tutto e di più, ci sono personaggi piuttosto inutili che arrivano e poi spariscono, ci sono eventi inspiegabili che però nel corso dell’ultima puntata vengono in qualche modo spiegati, ci sono visioni, momenti splatter e altri trash, episodi avvincenti alternati a puntate riempitivo, errori di sceneggiatura clamorosi che però si risollevano quando meno te lo aspetti, e soprattutto tanta, ma tanta, follia. Hemlock Grove è bella per questo. Seppur incasinata, seppur incorpora in se eventi soprannaturali già visti in troppi film è una serie che si distingue dalla massa perché sa coinvolgere e sorprendere. Non sarà certo il nuovo “Twin Peaks”, ma nemmeno un altro inutile “Twilight” di cui non se ne sente il bisogno. Per concludere, se volete vedere una serie diversa che appassiona ed incoraggia, in ogni puntata, alla visione guardatela; mentre se cercate qualche serie simil Teen wolf e affini cambiate canale…siete proprio in un altro pianeta. Strano, originale, onirico, ben scritto e intelligentemente diretto, ammaliante, vagamente vintage….tutto questo è “Hemlock Grove”.

 

FABIO BUCCOLINI

Preparatevi ad urlare: “Scream” diventa una serie televisiva

“Scream”, il film diretto da Wes Craven e sceneggiato da Kevin Williamson alla fine degli anni Novanta, diventerà una serie tv per MTV.
scream

La DiGa Vision, in collaborazione con la Dimension Films, produrranno una Serie TV direttamente ispirata alla saga cinematografica ideata da Kevin Williamson e diretta da Wes Craven. Mentre il primo non sarà coinvolto nella realizzazione, Craven vi parteciperà solo in veste di executive producer insieme a Marianne Maddalena, Bob Weinstein, Harvey Weinstein, Robert West, Cathy Konrad e Jill E. Blotevogel.
Il pilota era stato già ordinato nel 2013, ma ora la serie tv è una realtà.
Le stelle dello show sono: Willa Fitzgerald (Alpha House, Royal Pains), Amy Forsyth (Reign), John Karna (The Neighbors), Carlson Young (Key and Peele) e Amadeus Serafini, mentre Jamie Travis (Faking It) dirigerà il pilota.
La serie, che porta il marchio dei fratelli Weinstein, vedrà protagoniste le solite tipologie di personaggi, tra cui la ragazza superpopolare, quella bella ma timida, quella intellettuale, il giovane misterioso e l’amico fidato.
Lo Show sarà trasmesso su MTV, che di recente ha commissionato alla produzione 10 Episodi che verranno messi in onda nell’Ottobre del 2015.
Non si conosce attualmente la storia principale che ci racconterà questo Scream televisivo, ma è comparsa la voce che molto probabile non vedremo Ghostface, il killer mascherato simbolo dell’intera saga sul grande schermo. Decisione piuttosto bizzarra visto che negli episodi cinematografici tutto ruota attorno alla mattanza scatenata da questo personaggio.
A chiarire la questione è intervenuta Mina Lefevre, vice presidente del network, che ha spiegato come invece apparirà la celebre Ghostface nella serie tv. Gli ideatori dello show stanno creando una maschera propria, sempre ispirata al celebre dipinto di Edward Munch, ma con non poche differenze dall’originale.
“È più scura, una versione più evoluta e profonda della maschera”, ha dichiarato Lefevre per poi aggiungere: “Se nel film di Scream la versione della maschera era plastificata, in mancanza di una descrizione migliore, questa ha un aspetto più organico e francamente molto più dark”.
Mina Lefevre promette che lo spirito del film di Kevin Williamson e di Wes Craven rimarrà intatto. “Scream è stato incredibilmente iconico, ma abbiamo voluto reinventarlo per la televisione, ovviamente mantenendo tutti i principali elementi che lo hanno reso proprio così iconico”.

FABIO BUCCOLINI

“Tutte le ragazze di una certa cultura”. La prima webserie ufficiale di Megatube Creators scelta da Luca Argentero

Megatube Creators, la divisione per i contenuti webseriali della YouTube TV di Luca Argentero, si arricchisce oggi di una nuova webserie “Tutte le ragazze di una certa cultura”.Una produzione “Capsulae” scritta da Roberto Venturini per la regia di Felice V. Bagnato, interpreti Daniel Terranegra e Federica Brenda Marcaccini (già interprete in The Pills).

Tutte le ragazze

“Tutte le ragazze” ha spiegato Luca Argentero, Direttore Artistico dei contenuti webseriali, presentando questo primo lancio ufficiale di Megatube Creators “è la prima webserie su cui puntiamo in modo ufficiale. Credo molto in questo progetto e in assoluto rappresenta il primo passo di quello che sarà sicuramente un tragitto molto gratificante”
Sinossi: Luca ha 30 anni, è un assistente universitario e corregge bozze. Silvia non guarda la tv, legge Bret Easton Ellis, ama i quadri di Schiele e ha uno stalker alle calcagna. Tutte le ragazze con una certa cultura è il racconto di un tormento che si compiace. Un amore che precipita e non si arresta, nel vuoto cosmico di una generazione disillusa ma ironica. E in quel vuoto, l’eco dei miti del passato con cui si racconta.
Per l’autore, Roberto Venturini: “Tutte le ragazze è un viaggio dissacrante nelle inquietudini di una generazione persa tra social network, aperitivi, mostre d’arte ed etichette come “radical chic”, “emo” e “hipster”, che servono ad indicare status ormai sempre più simili l’uno all’altro. Luca, il protagonista, è cresciuto guardando Bim Bum Bam, va in giro su una Fiat 500L del ’71 e pensa che i quadri di Pollock siano il risultato dello starnuto di un pittore ubriaco pestato a sangue. Silvia, la protagonista, ostenta disincanto e cinismo ma, in fondo, ha solo una paura tremenda di apparire normale. Il racconto del difficile rapporto tra i due ragazzi è l’occasione per esplorare un paesaggio in realtà molto vasto. Così per tutti gli otto episodi sfila davanti a noi una galleria di personaggi bizzarri eppure rappresentativi, a pieno titolo, di quella strana dimensione chiamata normalità.”
Il regista, Felice V. Bagnato, afferma: “Con Tutte le ragazze con una certa cultura ho cercato di rappresentare la tormentata storia d’amore di due ragazzi che fanno parte di una generazione cresciuta all’interno di un continuo bombardamento culturale e visivo. La serie spazia dalla tv ai film alla letteratura, ai cartoni animati, ai fumetti, in una sorta di melting pot mediatico fatto di citazioni continue e rimandi alla cultura pop. Perché la cultura di massa, veicolata in questi anni dalla produzione cinematografica e televisiva senza precedenti, oggi, a mio avviso, può essere mantenuta viva solo rielaborandola in forme nuove da parte di chi la fruisce. Così una storia d’amore può essere legata a un quadro di Schiele o vissuta come un libro di Bret Easton Ellis o un film di Wes Anderson e diventa anch’essa ‘prodotto’ culturale.”

FABIO BUCCOLINI

“Izombie” dal fumetto allo schermo

Dopo il successo planetario di “The walking dead”, gli zombie sono tornati di moda e già si prepara un’altra serie televisiva incentrata su di loro.

Izombie

 

La Netflix sta alla Marvel come la CW sta alla DC Comics.

A quanto pare nelle ultime ore non si fa altro che parlare della collaborazione tra Marvel e Netflix ma anche la DC ha voglia di far parlare di se anche se con un progetto molto meno impegnativo.

Dalle ultime indiscrezioni sembrerebbe che la nota casa fumettistica ha deciso di prendere il largo nel mondo delle serie TV e, dopo il successo riscontrato con Arrow, ha deciso di trasportare, da fumetto a serial, uno dei progetti più famosi della saga Vertigo, ovvero, iZombie.

Per chi non lo sapesse, Vertigo è una particolare “sezione” della DC Comics che è dedicata ad un pubblico più esigente rispetto a coloro che leggono albi di supereroi.

Vertigo infatti è famosa per aver lanciato il famosissimo V per Vendetta e molti altri fumetti più crudi e non proprio per tutti.

Sarà Il network statunitense The CW a trasportare questo fumetto in televisione: Deadline, infatti, riporta in esclusiva che iZombie, la serie a fumetti edita da Vertigo (in Italia pubblicata da RW-Lion), è in fase di sviluppo, con Rob Thomas(il creatore di Veronica Mars) pronto a portare avanti il progetto insieme a Diane Ruggiero.
Basato sulla serie creata da Chris Roberson e Michael Allred, la storia racconta di Gwen Dylan, una giovane studentessa di medicina che riesce ad ottenere un lavoro presso l’ufficio di un medico legale e garantirsi l’accesso a cervelli freschi, che è costretta a mangiare, almeno una volta al mese, per mantenere la sua umanità. Ma per ogni cervello mangiato la ragazza eredita anche i ricordi dei defunti; così, con l’aiuto del suo superiore, decide di collaborare con la polizia per indagare su casi di omicidi irrisolti: l’unico modo per placare le voci inquietanti che ha testa e che chiedono solo giustizia.

La CW ha capito subito che iZombie ha il potenziale necessario per diventare una serie di successo e, visto che i non-morti stanno godendo di una “nuova vita” cinematografica, televisiva e fumettistica, i produttori del network di proprietà della Warner Bros e della CBS hanno ben pensato di sfruttare un franchise della DC Comics/Vertigo per accontentare sia i nerd più accaniti che i fan dei morti che camminano.

Dalle prime notizie la storia non dovrebbe diversificarsi più tanto da quella del fumetto. L’unica differenza è che, per il momento, non c’è nessun accenno a Ellie (lo spettro che accompagna la protagonista nelle sue avventure) e su tutti i bizzarri coprotagonisti apparsi sul fumetto.

Speriamo che gli screenwriter riescano a rimanere abbastanza fedeli alla storia originale…

 

FABIO BUCCOLINI

Alla fine Norman diventò Psycho! Bates motel incorona la stagione dei prequel

Cinema e tv si assicurano il grande successo grazie alle vecchie glorie.

bates-motel

 

In genere quando si va al cinema ci si chiede: come andrà a finire?

Nel frattempo si resta in attesa di una conclusione adeguata della pellicola che abbiamo scelto di vedere.

Ultimamente questo “lieto fine” non avviene quasi mai. La nuova tendenza, sia del grande schermo che per la tv, è il prequel.

Non basta più il remake sempre pronto all’uso, ma cresce la voglia dello spettatore per cosa sia successo prima, nella “preistoria delle intenzioni”.

Ancora alla ricerca di nuove ed affascinanti idee, ricominciano da capo. Infatti non sequel di grandi opere, ma bensì prequel che ci raccontano la storia dall’inizio.

Esempio: il mago cialtrone del campione d’incassi Il grande e potente Oz 3D. Trasposizione del primo dei diciassette libri di Frank Baum cui si ispirò nel 1939 Fleming per Il mago di Oz con Judy Garland; e il nuovo film finisce appunto da dove riparte l’altro.

Altro esempio mitico è Lo Hobbit. Tratto dal best-seller omonimo di Tolkien, narra precisamente le gesta di Bilbo Baggins fino al suo ritorno nella terra di mezzo dove riparte proprio la prima avventura de Il signore degli anelli.

Molti altri autori si sono immersi in questi progetti di “anticipazione degli eventi”, Ridley Scott con il suo Prometheus ci ha raccontato quello che era avvenuto prima di Alien e perfino una delle saghe horror più importanti degli ultimi anni ha avuto un anticipazione grazie a Non aprite quella porta l’inizio datato 2006.

Ovviamente anche per quanto riguarda l’ambito televisivo questa moda impazza.

Il più grande capolavoro del maestro del brivido, Psycho, è stata trasportato in tv grazie a Bates motel.

L’incipt è incentrato sul rapporto morboso tra il nostro caro e amato Norman Bates e la sua soffocante e iperprotettiva madre Norma.

Tutto inizia quando Norma, dopo la morte del marito, abbandona l’Arizona e si trasferisce in Oregon dove acquista un motel per ricominciare a vivere insieme all’adorato figlio.

Ma la nuova cittadina si rivelera molto misteriosa. Tutti i suoi abitanti hanno segreti celati dietro una facciata di normalità. Insomma, l’ambiente ideale dove crescere una mente fragile come quella del piccolo Norman.

L’unico cambio di rotta dal film originale è stato quello di non ambientare la serie negli anni sessanta ma hai giorni nostri. Questa decisione fu presa dalla casa di produzione per non offendere i puristi della pellicola originale, che già dalla notizia della lavorazione del progetto hanno espresso grande dissenso.

Quali traumi e misteri cela l’infanzia di un serial killer? Cosa ha spinto un giovane, all’apparenza normale, a diventare un adulto sanguinario e psicopatico? Queste sono alcune delle domande a cui cerca di dare una risposta Bates motel.

La prima serie ha spopolato, adesso rimaniamo in attesa per la seconda e nel frattempo vi lascio con una domanda: è stato giusto intaccare un’opera intramontabile come Psycho?

 

FABIO BUCCOLINI

“Dal tramonto all’alba la serie”: i fratelli Gecko sono tornati e promettono un bagno di sangue

Tratta dall’omonimo film del 1996 scritto da Quentin Tarantino, la serie ripercorrerà tutti gli eventi già raccontati dai tre film. Alla produzione, Robert Rodriguez che dirige i primi due episodi.

Dal tramonto all'alba la serie

Con i fratelli Gecko non c’è da scherzare, loro dettano le regole e se non si fa come dicono loro ci si ritrova con il cervello spappolato.

Robert Rodriguez lo scorso anno ha lanciato El Rey, rete via cavo in inglese dedicata ad un pubblico latinoamericano. Per promuovere al massimo il nuovo canale, il regista si è messo a lavorare sulla versione televisiva di “Dal tramonto all’alba”, film del 1996 da lui diretto e scritto da Quentin Tarantino.

“Se il mio film era una sorta di racconto breve – spiega Rodriguez – , la serie tv può considerarsi un romanzo vero e proprio. Abbiamo assemblato un cast e una crew sorprendenti, gli spettatori prenderanno parte ad una cavalcata selvaggia”.

La storia è semplice e riprende le vicende narrate dalle pellicole precedenti: un criminale di nome Seth Gecko (DJ Cotrona) e il suo violento e imprevedibile fratello Richard “Richie” Gecko (Zane Holtz) sono ricercati dall’FBI e dai Texas Rangers Earl McGraw (Johnson) e Freddie Gonzalez (Garcia) dopo che una rapina ha fatto diverse vittime. Mentre si danno alla fuga verso il messico, Seth e Richie incontrano l’ex ministro Jacob Fuller e la sua famiglia, e li prendono in ostaggio. Utilizzando il camper della famiglia per andare verso il confine messicano. Il gruppo si ferma in uno strip club popolato da vampiri: dovranno combattere fino all’alba per rimanere in vita.

“Dal tramonto all’alba la serie” inizierà in America l’11 marzo e in attesa di una trasmissione italiana del programma posso dire solo una cosa: bentornati al TITTY TWISTER!!!

FABIO BUCCOLINI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: