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“The Hateful eight”, l’apice della carriera di un cineasta innovatore

Dopo una gestazione travagliata finalmente è arrivata nelle sale la nuova opera di Quentin Tarantino, dove tutto è il contrario di tutto e ovviamente non ha mancato nel suscitare rumore tra chi lo adora e chi lo considera il passo falso della carriera perfetta del regista americano.

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Nella prefazione ho parlato di opera perché di questo si tratta. “The hateful eight” non è un film, è una vera e propria opera d’arte a partire dalle grandi musiche del nostro Ennio Morricone passando per una scenografia ai limiti della perfezione e il tutto contornato dalle riprese con pellicola ultrapanavision 70mm.
Era il lontano 2013 quando il regista Quentin Tarantino dichiarò al mondo intero che il suo prossimo film sarebbe stano un altro western dal titolo “The hateful eight” e che una prima bozza della sceneggiatura era già pronta. Passano i mesi e le notizie si fanno sempre più insistenti ma ad un tratto il fattaccio; la sceneggiatura finisce illegalmente in rete e il regista infuriato dichiara che il progetto sarà accantonato. Poi di nuovo una notizia bomba, Tarantino rimette mano alla sceneggiatura ( si vocifera che questo sia successo grazie alla forte insistenza di Samuel L. Jackson) e annuncia che le riprese del film inizieranno a fine 2014.
Ecco la trama: “Una diligenza viaggia nell’innevato inverno del Wyoming. A bordo c’è il cacciatore di taglie John “The Hangman” (Il Boia) Ruth e la sua prigioniera Daisy Domergue, diretti verso la città di Red Rock dove la donna verrà consegnata alla giustizia. Lungo la strada, si aggiungono il Maggiore Marquis Warren, un ex soldato nero nordista diventato anche lui un famoso cacciatore di taglie, e Chris Mannix, che si presenta come nuovo sceriffo di Red Rock. Infuria la tempesta di neve e la compagnia trova rifugio presso l’emporio di Minnie, dove vengono accolti non dalla proprietaria, ma da quattro sconosciuti: il messicano Bob, il boia di Red Rock Oswaldo Mobray, il mandriano Joe Gage e il generale della Confederazione Sanford Smithers. La bufera blocca gli otto personaggi che ben presto capiscono che raggiungere la loro destinazione non sarà affatto semplice.”

The hateful eight scena
Il tanto temuto sequel di “Django Unchained” è lontano anni luce, per le ambientazioni claustrofobiche e per i suoi intrecci narrativi, si avvicina molto allo stile del primo Tarantino ma pensare a “Le iene” e “Pulp fiction” porterebbe comunque fuori strada. La pellicola per l’effettivo utilizzo degli spazi, dei tempi e delle dinamiche tra i personaggi richiama scenari prettamente teatrati o opere di Agata Christie (Q. per la seconda parte della pellicola si è ispirato molto a “Assassinio sull’Orient Express”).
Per tutta la durata del film, viene a mancare il solito clima Tarantiniano, “The Hateful Eight” è magistrale, cupo, violento e davvero tanto spettacolare, è un gioco di specchi e di maschere di quelli che piace tanto mettere in scena al regista del Tennessee, che ancora una volta si bea di se stesso e si dilunga in dialoghi perfetti ed infiniti.
La pellicola imprime nello spettatore un senso di oppressione ai limiti della sopportazione che lo sopraffà per tutta a durata e lo disarma completamente.
La tensione che domina tutto il film esplode come una granata invisibile ma terrificante; in breve tutto diventa insostenibile, tanto per gli interpreti quanto per lo spettatore, che rimane disorientato per la violenza con cui si manifesta. Il finale è sofferto per quanto riguarda gli standard di Tarantino, ci troviamo davanti al trionfo del dramma di una situazione irreparabilmente dolorosa e certamente amara. Un finale in cui è tangibile l’idea di disgrazia che a tutti gli effetti non lascia troppo spazio all’immaginazione.

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Per questo mistery da camera in cui la violenza sale lenta per poi esplodere implacabile sul finale, Tarantino si affida a un cast di attori con cui ha già lavorato, primo fra tutti Samuel L. Jackson, cui si aggiunge una cattivissima Jennifer Jason Leigh che per la sua interpretazione è candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista.
“The Hateful Eight” è un film lento, denso, difficile, verboso, teatrale. Ma bellissimo. Meno “commerciale” del suo predecessore ma certamente più maturo.
Che vi piaccia o no, merita assolutamente la visione, ma preparatevi psicologicamente…usciti dalla sala non lo dimenticherete con molta facilità.

FABIO BUCCOLINI

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Quentin Tarantino a Venezia con “The hateful eight”?…Probabile!!!

Nonostante “The hateful eight” abbia avuto una gestazione travagliata, finalmente è giunta al termine e il suo produttore Harvey Weinstein lo acclama come capolavoro. Voci di corridoio assicurano, tempo permettendo, la sua partecipazione al Festival di Venezia.
hateful eight

Il film è un western girato sulle montagne del Wyoming e ambientato in Colorado alcuni anni dopo la guerra civile combattuta negli Usa tra il 1861 e 1865. Ruota attorno alle tensioni che si creano in un gruppo di persone rimaste intrappolate in un saloon dopo che una tempesta di neve ha divelto la loro diligenza. Il gruppo include due cacciatori di taglie, un soldato confederato rinnegato, uno sceriffo, una prigioniera e l’autista.
Nel cast, di cui già vi avevo parlato in un altro articolo presente nel blog, Tim Roth, Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demian Bichir, Michael Madsen, Bruce Dern e Channing Tatum (entrato a far parte della produzione a riprese inoltrate).
Sofferta, la produzione di “The hateful eight”, volge finalmente al termine. Le riprese, ha fatto sapere il produttore Harvey Weinstein, si concluderanno a breve dando modo a Quentin Tarantino di portare la sua creatura al cinema prima del nuovo anno. “È un film speciale – spiega il rappresentante della Weinstein Company, un film divertente, acuto, originale e molto, molto buono.
La pellicola, ultima fatica (professionale e personale) dell’estroso Tarantino, è stata segnata da una serie infinita di disavventure . Lo scorso anno, prima dell’inizio delle riprese, qualcuno ha pensato di rubare la sceneggiatura del film e diffonderla in rete. Inizialmente Tarantino voleva abbandonare il progetto e diffonderlo come romanzo, poi il regista del Tennesse è ritornato sui suoi passi ed a decio di dare il via alle riprese.
Il film verrà stampato in 70 mm come “The master” di Paul Thomas Anderson e “Interstellar” di Christopher Nolan. L’omaggio più evidente tra neve e altopiani innevati è sicuramente “Il grande silenzio” di Sergio Corbucci, già citato in altri film di Tarantino.
“The hateful eight” dovrebbe essere pronto per l’autunno 2015 e forse già in arrivo per i festival di settembre: forse al Lido di Venezia.

FABIO BUCCOLINI

Quentin Tarantino: “The hateful eight si farà!

Il film si farà e le riprese si svolgeranno a fine anno e all’inizio del 2015. A dare la notizia è Kurt Russell, già ingaggiato da Tarantino per A prova di morte.

The h8teful eight

L’attore ha dichiarato al sito”MyFoxPhilly”: «Ho un film di Tarantino chiamato The Hateful Eight che dovrebbe essere girato all’inizio dell’anno».
Un piccolo slittamento per il cast che dovrebbe essere sempre quello che ha partecipato alla lettura pubblica dello script qualche mese fa. Tarantino ha riscritto il terzo atto, dopo la fuoriuscita illegale del suo script online: oltre a Russell ci saranno Samuel L. Jackson, Bruce Dern, Michael Madsen, James Remar, Amber Tamblyn, Walton Goggins, Zoe Bell e Tim Roth.
È piuttosto improbabile che li ritroveremo tutti, perché incrociare più di 8 schedule non è affatto semplice, ma ne ritroveremo sicuramente una buona parte sul grande schermo.
Ricordiamo che il cambiamento di programma e il ritardo di inizio lavori è stato determinato dal leak dello script e dalla successiva denuncia di Tarantino del sito Gawker, che ne ha causato la diffusione online, motivo per il quale QT aveva inizialmente deciso di cancellare il progetto e aveva fatto causa al sito con scarsi risultati. Sapere che lo rimanderà e basta è già una bella notizia.
Il film sarà un western ambientato nel Wyoming post-Guerra civile e si focalizzerà sui passeggeri di una diligenza, dove rimarranno bloccati a causa di una tormenta.
Una larga parte del film si svolgerà in un bar e i personaggi includono due cacciatori di taglie (Jackson e Russell), un generale confederato (Dern), un cowboy (Madsen), un inglese trapiantato (Roth), un soldato (Goggins) e una prigioniera (Tamblyn).

 

FABIO BUCCOLINI

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