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I film dimenticati. “3 from hell” il ritorno alle origini di Rob Zombie

A 15 anni da “La casa del diavolo”, il regista riporta sullo schermo i personaggi di Sid Haig, Bill Moseley e Sheri Moon. Sarebbe stato meglio lasciar riposare la famiglia Firefly?

3 from hell poster

Dopo il remake di “Halloween”, la sua personale visione della stregoneria nel tanto chiacchierato “Le streghe di Salem”, un piccolo horror indipendente come “31”, Zombie torna alle origini e rimette mano a quei personaggi che agli inizi gli hanno regalato la fama come uno dei migliori registi di genere degli ultimi anni.
Sono passati 15 anni da quando abbiamo assistito alla “chiusura” delle vicende dei rinnegati e sanguinari membri della famiglia Firefly, crivellati di colpi nella sequenza finale di “La casa del diavolo”. Un fermo immagine accompagnato dalle note di Free Bird dei Lynyrd Skynyrd era il requiem definitivo per questo branco di bastardi. Tale epico finale portava a un degno compimento il dittico scritto e diretto da Rob Zombie iniziato nel 2003 con “La casa dei 1000 corpi”. Non ci sarebbe stato nulla da aggiungere; e la domanda che sorge spontanea è se si sentisse veramente il bisogno di resuscitare questi demoni perfettamente dormienti.
Il grande amore che il regista prova verso queste sue creature penalizza purtroppo il film: vedendo la pellicola si ha l’impressione che dietro non ci sia stata una vera idea o necessità di raccontare qualcosa di nuovo, ma che semplicemente si stia assistendo ad una rimpatriata fra vecchi amici. Il regista ci aveva abituati a film più memorabili. Ricordiamo infatti il suo inizio folgorante con le prime due opere (“La casa dei 1000 corpi” e “La casa del diavolo”) dove aveva rispolverato con stile le atmosfere di Non aprite quella porta e altri horror degli anni ’80.
In seguito aveva messo mano su “Halloween” con due film grandiosi. Ha sorpreso tutti realizzando la sua pellicola più ambiziosa, “Le streghe di Salem”. Per un certo verso quest’opera può essere considerata la più interessante di Zombie. Nonostante non sia un film molto riuscito, è senz’altro il più originale e stimolante.

3 from hell

Beh, c’è da dirlo. La famiglia Firefly torna alla grande. E, senza avere grandi piani e narrazioni, spera di fare fondamentalmente quanta più mattanza si possa permettere. Complice un montaggio da vero cineasta (vedere ad esempio l’episodio nella casa del direttore della prigione), “The Three From Hell” riprende degnamente il mano la sostanza che aveva caratterizzato “The Devil’s Rejects” e ne riprende anche le tonalità migliori ed entusiasmanti. Sheri Moon è al top della forma: bellissima, sensuale, sempre più matta, sempre più tatuata e sempre più assetata di sangue. Bill Moseley e Richard Brake e reggono il gioco e fanno il loro. Sid Haig riesce, nei pochi minuti in cui è presente nel film, a regalare uno dei monologhi più riusciti della filmografia zombiana. Insieme ad una colonna sonora sempre azzeccata e adatta alle nuove peregrinazioni dei tre, Zombie ci regala un opera all’altezza delle aspettative, riuscendo a fare un grande lavoro sia per i fan sia per i critici, che apprezzeranno le diverse modalità e generi con cui il film si presenta.
Ma nonostante tutto, questa pellicola è riuscita solamente in parte, quando si prosegue nella visione c’è sempre un pensiero fisso che avvolge completamente lo spettatore: la sensazione che qualcosa in Rob Zombie ultimamente si sia inceppato. Prima con “31”ed infine con questo “3 From Hell”, sembra che il cinema per lui sia diventato più un passatempo che un mezzo per raccontare qualcosa.
La speranza è che Rob riesca a siglare nuovamente un longevo patto con il diavolo, altrimenti difficilmente riuscirà a ottenere indietro l’ispirazione perduta.

FABIO BUCCOLINI

I film ritrovati. “31” il nuovo incubo slasher di Rob Zombie

Dopo qualche anno di pausa dalla sua creazione più intimista “Le streghe di Salem”, il regista/cantante torna alla carica con una pellicola visionaria e super violenta dove tutto è lecito e niente scontato.
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Forse ascoltando l’istinto del musicista e forse cercando una via di fuga da quel ruolo poco gradito, Zombie ha architettato la propria rinascita seguendo le regole non scritte dei ritorni discografici: una pausa di riflessione lunga tre anni e il riaffacciarsi sulle scene con un’opera minimale che lo riporta alle origini. Il regista è uno che è sempre stato abituato a lottare per la propria creatività, fin da quel “La casa dei 1000 corpi”, massacrato dalle forbici pre-censura della Lionsgate. Gli è andata meglio in seguito per gli “Halloween” e con “Le streghe di Salem” si è potuto prendere (quasi) tutta l’autonomia che ha voluto. Da allora Rob Zombie è diventato come Lars Von Trier a Cannes: “regista non grato” e così l’idea geniale: tirare sui i soldi necessari col crowdfunding e girare un film senza dovere rendere conto a nessuno. Neanche agli investitori…così nasce “31”.
La trama è semplice e ridotta all’osso: “È la notte del 31 ottobre 1976. Un gruppo di giostrai ambulanti viene rapito nelle lande desolate del Texas. I rapitori sono dei potenti e ricchi signori, membri di un’associazione, che coinvolgono i malcapitati in un gioco di terrore, morte e sopravvivenza”.
Zombie volge lo sguardo indietro non solo al passato della sua carriera da regista, ma a quello del cinema horror più in generale, fuggendo come sempre dalle mode contemporanee realizzando uno slasher crudo e carnale, che affonda le sue radici nel mondo di Tobe Hooper.
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Costruendo con pochi sforzi questo contesto Zombie ha gioco facile per attingere a piene mani a quell’immaginario creato negli anni e recuperare idee di seconda mano, ma ad oggi ancora efficaci. Assistiamo così all’ennesimo carnevale macabro robzombesco a base di freak assassini: nani nazisti, clown sanguinari, ricconi travestiti e, soprattutto, persone comuni trasfigurate in carnefici dall’istinto di sopravvivenza. Non mancano le efferatezze, anzi si trovano dietro ogni angolo, ma per la maggior parte del tempo, e la prima volta in un film del regista, non si percepisce un senso di questa violenza che non sia meramente ludico.
Non si tratta della faccia di Doom Head, che non vediamo l’ora di rivedere in azione, ma di quella di Rob Zombie, uscito dalla crisalide in cui si era infilato a Salem in una forma inattesa: più furbo che efferato, più attento alla maschera che al volto che nasconde, più interessato alla confezione che ai mille particolari che ogni buon demiurgo dissemina nei mondi che crea.
Il film riesce ad arrivare sul grande schermo e, come succede spesso, spacca la critica in due. Zombie è riuscito nell’intento di creare personaggi malvagi che catturino il pubblico. Situazione già vista con il personaggio di Captain Spaulding. Questa volta tocca a Doom Head, interpretato da Richard Brake che lo ha reso un personaggio angosciante, spietato ed estremo.
Grazie al suo tocco personale Zombie crea delle vere e proprie opere d’arte su pellicola, amalgamando alla perfezione i personaggi con lo scenario che racconta. Il tutto è sostenuto da una colonna sonora che riprende grandi classici della musica mai dimenticati.
“31” non è un film per tutti. Gli amanti del genere apprezzeranno i dettagli e i ricordi al cinema del passato che fanno ancora battere il cuore. Sicuramente in un’industria dove negli ultimi tempi gareggiano remake su remake, questo film è una perla per gli occhi.
Rob, continua così!!!

FABIO BUCCOLINI

Rob Zombie torna alla carica! Il suo nuovo film si intitolerà “31”

Uno dei più apprezzati registi del cinema horror contemporaneo, nonostante avesse comunicato che avrebbe momentaneamente abbandonato il cinema horror per altri progetti, torna sui suoi passi e annuncia che il suo nuovo film si intitolerà “31” e si tratter di un nuovo horror.
Rob Zombie's 31

Non ci sono ancora elementi ben chiari per capire di cosa si tratterà, ma sembra che il film sia già in fase pre-porduttiva, tanto che è già saltato fuori un teaser poster ufficiale e un teaser trailer.
Visto che sulla locandina campeggia la maschera di un clown, circolano già fantasiose teorie. C’è chi pensa a un fantomatico film dedicato al personaggio di Captain Spaulding, già visto ne “La casa dei 1000 corpi” e “La casa del diavolo”, e chi pensa a un biopic sulle gesta del vero serial killer Gacy.
Durante una recente intervista il regista ha rivelato i primi dettagli sulla storia che, come ipotizzato, sarà completamente nuova: “Tutto quello che posso dirvi è che si tratta di un’idea completamente originale, è una cosa nuova. E non è basato su nulla. Inizierò le riprese del film in autunno. Spero di riuscire ad iniziare le riprese il prossimo ottobre. Per il momento ho intenzione di mantenere la cosa segreta. Ma posso dirvi che è un’idea originale.”
Sicuramente “31”, come tutti gli altri film dell’ex leader dei White Zombies, riuscirà a stupire tutti, ma per ora ci sono solo due certezze confermate: il titolo si riferisce alla notte di halloween, il 31 ottobre, e il film tornerà su territori ultra violenti e brutali, tralasciando la parentesi autoriale di “Le streghe di Salem”.

Vi lascio con il teaser trailer:

FABIO BUCCOLINI

 

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