“La babysitter”, L’esplosione visiva del puro trash anni ottanta

Mcg firma per Netflix una commedia dell’orrore fracassona, divertente che omaggia a piene mani gli anni ottanta.

Con “La Babysitter”, McG cavalca la moda e le tipiche atmosfere del revival degli anni ottanta, mettendo in scena una commedia nera dalle tinte splatter, che richiama esplicitamente vari filoni dell’epoca, come l’home invasion, gli slasher movie e le più pruriginose horror comedy, condendo il tutto con un sempreverde citazionismo delle pietre miliari della cultura pop e nerd. Il risultato è un film furbo, ammiccante e non sempre centrato, che però con la sua imprevedibilità e la sua intrinseca mutevolezza riesce a coinvolgere e intrattenere per tutta la sua durata, azzeccando anche qualche notevole momento gore. Insomma il suo prodotto migliore da anni.

Questa la sinossi del film: “Il dodicenne Cole scopre che la sua amata bambinaia appartiene a una associazione di adolescenti dediti ad un culto satanico. Il ragazzino deve mettere da parte la sua cotta e sfuggire prima di essere sacrificato”.

McG torna dopo tre anni dietro la macchina da presa e confeziona la sua opera migliore dai tempi di “Charlie’s angels”. Brilla in questo palese B-Movie dove umorismo politicamente scorretto, litri di sangue e omaggi ai migliori slasher anni ottanta fanno di questa opera una piccola chicca che sicuramente verrà apprezzata di più nel corso degli anni. Tutto ciò condito dal fisico scultoreo dell’ottima attrice Samara Weaving (da tenere assolutamente d’occhio per il futuro) che, come ogni film trash che si rispetti, sollecita la curiosità di tutti gli ometti che iniziano la visione.

Il vero segreto per poter apprezzare fino in fondo un prodotto come “La Babysitter” si racchiude nel non prendere mai realmente sul serio ciò che sta accadendo sullo schermo, acquisendo piena coscienza di come la horror comedy di McG sia fortemente derivativa e infarcita fino al midollo di gustose (e chiaramente volute) citazioni all’ormai onnipresente immaginario di genere anni ottanta e il tutto adottando un meccanismo dissacratorio sul modello degli Scary Movie in cui il mito viene integralmente spogliato della propria aura di primigenia seriosità.

Nell’incerto e altalenante recente percorso delle produzioni cinematografiche originali Netflix, La Babysitter si rivela un riuscito esperimento di commistione fra generi, capace, pur senza la minima pretesa autoriale e limitando al minimo l’introspezione psicologica dei personaggi, di riportare alla luce con originalità e brillantezza delle atmosfere e un umorismo decisamente rari nel panorama horror odierno.

Attraverso una vera e propria forma di splatter “creativo” che a tratti rasenta quasi il pulp tarantiniano,“La  babysitter” non sarà certamente un capolavoro, ma non c’è dubbio che le carte in regola per un sano e spassoso divertimento di consumo le possiede davvero tutte.

FABIO BUCCOLINI

Pubblicato il 1 febbraio 2021, in Cinema con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: