I film dimenticati. “Wetlands” un capolavoro degli eccessi

Lo hanno soprannominato “50 sfumature di schifo”, ma è un film straordinario che merita la visione. Presentato a Locarno nel 2013, il lavoro del tedesco Wnendt svela la storia di una giovanissima che fa del proprio corpo una palestra di trasgressione estrema. Tante le sequenze hard che sconfinano nello splatter grottesco. Ovviamente invisibile in Italia.
Wetlands

“Wetlands, in italiano più o meno “zone umide”, è la storia della giovane Helen, con un’infanzia difficile alle spalle dovuta alla separazione dei genitori, che racconta la propria vita trascorsa nella ricerca estrema del piacere. In ogni suo aspetto, dalla masturbazione con i vegetali, fino allo sconfinamento nel lato lercio delle più represse pulsioni sessuali. Di qui la sua battaglia tutta splatter contro l’igiene che la porterà a scambiarsi assorbenti usati con l’amica Corinna.
Un accenno di spiegazione psicologica del comportamento della ragazza è nelle immagine alternate che la raccontano bambina vittima di piccoli traumi infantili, del divorzio dei genitori, con un padre che cerca altre donne e una madre che compensa la solitudine attraverso la religione.
La cosa che da dell’inverosimile e che “Wetaands” è un titolo, notissimo in Germania, che viene dal bestseller di Charlotte Roche e che è stato oggetto di dibattiti sui media.
La differenza abissale tra il libro e il film e che il primo è scritto in prima persona e raccoglie memorie, fantasie, ribellioni pensieri dell’autrice; mentre il secondo ha tradotto tutto questo in immagini andandoci molto più leggero. Mai il primo piano degli organi sessuali, ma tanto nudo, tanti dettagli, sperma e sangue in quantità. Questo rende la pellicola non erotica ma provocatoria, volutamente splatter spazzando via ogni possibile tabù.
in “Wetlands”, Carla Juri (che interpreta la diciottenne Helena, ossessionata dai fluidi), È bravissima, in primo luogo perché è in grado di allontanarsi da tutto quello che possa averle fatto ribrezzo o imbarazzata nel girare la parte, e poi perché non dà l’idea di fare niente di straordinariamente fuori dal normale.
Insomma una pellicola grottesca, anche se apprezzata universalmente dalla critica. Tante immagini di nudo, ma senza mostrare mai i genitali. D’altronde con il porno non ha niente a che fare, ma esprime un linguaggio estremo per provocare una riflessione nella mente dello spettatore.
Se vi capita guardate “Wetlands”. Merita tutta la vostra attenzione.

FABIO BUCCOLINI

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Pubblicato il 11 febbraio 2015, in Cinema con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Eh….adesso voglio troppo vederlo!

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  2. Sembra davvero bello. Molto forte (anche se, da come ho capito, il libro lo è ancor di più) però una visione gliela devo dare assolutamente adesso.

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  3. Di certo incuriosisce!!

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